lunedì 9 giugno 2008

Penelope aspetta

Aspettare è un verbo che non mi è mai piaciuto per questo arrivo sempre in ritardo agli appuntamenti. Aspettarsi è un verbo che mi piace ancor di meno se associato alla parola ‘qualcosa’, ma non riesco a farne senza, mi aspetto quasi sempre qualcosa e quel qualcosa arriva quando meno te l’aspetti, dalle persone che ‘non avrei mai detto che’.
Prendo e controllo la sveglia, perché l’orologio non lo porto, mi assicuro che le pile siano cariche e che il tempo scorra veramente così lento. Il tempo scorre così lento, è vero, ma solo quando vuole lui e per farti dispetto. Chi aspetta Penelope? Con un nome così, non può che aspettare un uomo, un uomo che tanto non arriverà, per lo meno l’uomo che si è immaginato lei non arriverà mai. Ne arriverà in ritardo un altro, trafelato, che parlerà solo di sé e dei suoi problemi, in tanto Penelope aspetta, aspetta il suo turno per intervenire, per dire la sua. Alza addirittura la mano, ma niente da fare, c’è solo da aspettare. Penelope allora annuisce e si perde nei suoi pensieri, nei sogni dell’altra notte in cui vagava in un enorme stanza piena solo di mappamondi di varie dimensioni, anche lei vorrebbe perdersi in mondi mai conosciuti ed essere per una volta l’uomo che aspettava, Ulisse.

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Veronique in My Soul

Veronique in My Soul
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Vanessa è immobile

Immobilità forzata, però le lacrime scendono lungo la guancia e vorrebbe leccarla, per gustarne il sapore di mare, di acqua salata, di vacanza, di vento. Brividi, quelli ci sono, anche laggiù, dove non riesce a toccarsi come un tempo, lei vorrebbe ancora provare piacere, ma chi dovrebbe sentirla, non la sente. Ascoltala, ti sta parlando, tu non la senti, ma lei usa il silenzio e le sue ciglia folte per scandire le parole. Bravo! L’hai sentita, hai accostato il tuo orecchio e il tuo cuore a lei. Vanessa ora ride e sente le onde del mare.

Sebastiao Salgado - Refugees in the Korem camp (Ethiopia, 1984)

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Una società che pretende di assicurare agli uomini la libertà, deve cominciare con il garantire la loro esistenza. (Leon Blum, Nuove conversazioni di Goethe con Eckermann)

Ti ho vista passare e vicina sfiorarmi la pelle, per un attimo l'ho creduto possibile.

Sex alleviates tension. Love causes it.

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